venerdì 22 febbraio 2008

Historia magistra vitae

(ANSA) - BELGRADO, 22 FEB - Calma oggi a Belgrado dopo i disordini che hanno causato un morto (forse un manifestante) e 132 feriti, di cui una cinquantina di agenti. La polizia ha arrestato 192 persone. Sono in corso lavori per riparare le otto ambasciate danneggiate in misura piu' o meno e i circa 90 esercizi commerciali devastati. Dopo la condanna espressa dal ministro Jeremic, e' giunta quella del premier, Kostunica. La Russia ha escluso 'totalmente la presenza di componenti militari russe' vicenda.

La Storia è realmente maestra di vita.
Il passato dei Balcani è lo specchio degli avvenimenti futuri.
Kossovo indipendente e Serbia, nazione più forte della confederazione jugoslava, con (dati 2001) il IV esercito più potente d'Europa, rifiuta ogni possibilità di dialogo e non accetta di perdere la sua area più meridionale. Si ripropone il sogno balcanico (soprattutto serbo) della Grande Serbia: dal 1941 a oggi, saccheggi, morte, crimini contro l'umanità. E una potenza, la Russia, che per rinverdire antichi fasti, si pone alle spalle di Belgrado con il suo imponente (per quanto antiquato) apparato militare. Una voluttà, null'altro. Gli statisti orientali dovrebbero leggere ADELCHI: come i franchi anche Mosca non scenderà in campo per logica ideale, ma probabilmente per fare della Serbia un protettorato. Occupazione militare, estensione dei propri confini, sbocco sull' Adriatico. C'è tutto, interesse strategico, economico e politico. Chissà se qualcuno riuscirà a capirlo, a Oriente e Occidente. Le speranze sono poche. Ma certo, in un mondo dominato da internet play station il tempo per leggere l' ADELCHI non c'è mai. Peccato.
Marco Petrelli

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