martedì 19 febbraio 2008

Castro, Sinistra Critica, Napoli e telecomandi mutilati... apologia della follia



Apologia della follia: le notizie di telegiornali e stampa ci porteranno presto a rispolverare il vecchio sistema della camicia di forza e, chissà, a rivalutare i "cari, vecchi" manicomi.
In un solo giorno abbiamo saputo della "abdicazione" di Castro in favore del fratello Raul (Marx trattò anche di nepotismo ne IL CAPITALE?); la nascita di Sinistra Critica, nuova formazione politica, ci fa comprendere la futura destinazione dei nostri soldi verso i lidi conosciuti di milionari stipendi per pochi, inutili, neoparlamentari. Alla faccia del bipolarismo, un altro partito! E che dire di Napoli? Niente, perchè ci ha pensato la rivista News Week, che dipinge l'Italia come un Paese in declino, dalla politica instabile e dalla scarsa capacità di affrontare le situazioni di emergenza. Sputtanati per bene anche all'estero.
Nell'italico marasma affiora una brillante proposta risolutiva, lanciata dal PD, o meglio, da uno dei suoi più illustri rappresentanti, il tribuno della plebe Antonio di Pietro. Il novello Gracco giunge in soccorso del Popolo logoro avanzando l'idea di ridurre i tasti del telecomando a uno. Una sola rete pubblica, priva di canone, non asservita alla partitocrazia, come nel lontano 1956. Forse lo stimato magistrato di Mani Pulite non ha avuto il piacere nostro di sapere che Castro finalmente sloggerrà. Non c'è altra spiegazione: TV unica, in puro stile 1984, di orwelliana memoria. Eh già Tonino, Castro e Chavez ti hanno preceduto, peccato. Ma prendila con filosofia, loro non hanno l'esclusiva montagna di monnezza campana. Hanno, poveracci, spiagge bianche con donne stupende, rum e sigari che esportano in tutto il Mondo. Alla faccia del sistema socialista e alla faccia di chi crepa di fame. Hanno capito veramente tutto. Tu e Walter dovreste andare a La Habana a seguire corsi di formazione. Gli italiani, nel frattempo, avranno premura di ritirarvi il passaporto.
Hasta luego!

Marco Petrelli

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