COMUNICATO STAMPA
Dopo il caso della presidenza dell'authority "scippata" al livornese Nogarin
I sindaci litigano per le poltrone, intanto il prezzo dell'acqua aumenta
Il gruppo FdI: "Dall'anno scorso rincari del 5% nella bolletta delle famiglie,
ma l'impegno politico è tutto nel cambiare le regole per mantenere il potere"
Firenze, 3 ottobre 2014
I sindaci toscani litigano per la poltrona dell'Authority dell'acqua, "scippandola" al primo cittadino livornese Nogarin, ma perdono di vista un elemento fondamentale: mentre loro provano a cambiare le regole per mantenere posizioni di potere, il prezzo dell'acqua sale ancora e le tariffe in Toscana continuano ad essere tra le più alte d'Italia". E' quanto dichiara il gruppo regionale di Fratelli d'Italia, intervenendo sul boicottaggio di Filippo Nogarin da parte di 34 Comuni toscani chiamati a nominare il presidente dell'Autorità idrica toscana, e alla conseguente protesta del sindaco pentastellato. Una delibera di due anni fa stabilisce che dopo Cosimi la presidenza spetta a Nogarin, ma i sindaci – in gran parte del Pd - non ci stanno e in assemblea hanno portato in discussione l'elezione di un nuovo presidente. "Vorremmo ricordare ai sindaci – spiegano il capogruppo Giovanni Donzelli e i consiglieri Marina Staccioli e Paolo Marcheschi – che nel frattempo le tariffe approvate dall'Authority prevedono sia per quest'anno che per il prossimo aumenti medi del 5% in tutta la Toscana. Litigare per le poltrone quando si potrebbe provare a intervenire sulla spesa delle famiglie dà la misura delle vere priorità di chi governa in Toscana".
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